In questo spazio troverete tutte le nius, le interviste di scopettino, le coccole e le caccole di noi paiassi di Vip Padova, forsa entrino Siori entrino, che lo spettacolo ha inizio.

Un nostro clown ad un corso Vip: VCO – Volontario Clown Oncologico

Passo, passo! Piano… Piano: Nanola racconta

passo_passoIl corso VCO – Volontario Clown Oncologico di Clown Maggiolina è stato un regalo di fine anno. I tre giorni sono stati organizzati da Vip Modena e hanno visto la partecipazione di molti clown locali e di alcuni ospiti di altre Vip: Vip Parma, Vip Torino, Vip San Marino e Vip Padova. E qui la prima magia: sperimentare il senso di essere una Federazione di Associazioni e vedere che a Modena, come a Padova , alcuni valori ci uniscono e ci aiutano a riconoscerci anche se non ci conosciamo.
Nella presentazione la formatrice scrive “ si tratta di un PER_CORSO, (…) simile ad un cammino, un percorso appunto che affronteremo insieme per meglio vivere i nostri servizi clown in ospedale, le emozioni che ci avvolgono ma anche e soprattutto arrivare in servizio con il cuore e la mente pronti ad accogliere, a contenere ciò che i pazienti e I parenti stanno vivendo.” Ecco questa è una delle cose che mi porto dietro da questi giorni: siamo un barattolo che può accogliere quello che dalla stanza arriverà, proteggendoci, ma anche lasciando lo spazio all’altro per depositare le emozioni legate a ciò che sta vivendo: rabbia, dolore, delusione, paura, spaesamento e chissà quante altre ancora. Il nostro dare e donare è ricevere e raccogliere, non necessariamente far sorridere o ridere.
Gli argomenti affrontati nel corso sono
• Comprendere la Morte
• La Morte e il Morire
• Il Diritto all’Accompagnamento
• Introduzione alla Relazione d’Aiuto con la Persona in Fin di Vita
• Spazio di Relazione, Spazio Speculare
• Chi e Perché Accompagnare – comprensione della funzione di accompagnamento
• La Comunicazione

Tanti gli spunti di riflessione e i suggerimenti, tra gli altri Maggiolina ci invitava a conoscere bene le caratteristiche del reparto, il tipo di malattie presenti per poter immaginare il tipo di sofferenza collegato al decorso e alla fase della malattia.
Un’altra chicca regalataci dalla vivace formatrice è il quaderno delle cose belle dell’associazione, un contenitore, da portare agli allenamenti e/o ai servizi, in cui raccogliere pensieri, storie, impressioni . Per fare memoria e raccontarsi.
E ancora la stanza in cui entriamo è la casa della persona, quindi punta di piedi e attenzione, per portarli nel nostro mondo dobbiamo prima entrare con rispetto e con ascolto nel loro mondo.
E infine l’ultimo senso che si affievolisce, dopo il tatto, è l’udito, quindi con le persone che sembrano assenti e stanno andando è importante il contatto e la parola.
Ecco per me sono stati 3 giorni per parlare di accompagnamento alla vita e alla morte. Vi saluto con un altro regalo ricevuto: il ritmo dell’interazione potrebbe essere: osservo e ascolto, propongo qualcosa (passo, passo)e poi osservo, ascolto e assimilo (Piano. Piano)
Ecco vi saluto fratelli. Ricordiamoci che finché non siamo morti, siamo vivi.
Passo, passo.
Piano.
Piano.

il bambino

neruda

 

Non so se capita anche a voi, ma quando inizio un libro o leggo un articolo o m’incanto davanti ad un cartello pubblicitario … beh ci sono parole che mi confondono, mi catturano e le tengo a mente per un bel po’ finché non ne trovo qualcun’altra in sostituzione.

Ora non è che l’angolo “Penso Positivo” dovrebbe svolgere questo arduo compito, ma mi fa piacere condividere quanto da me trovato.

 

L’aforisma di oggi è:

Il bambino che non gioca, non è un bambino,
ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre
il bambino che ha dentro di sé.
— Pablo Neruda

Attendo commenti sempre su vippadova@vippadova.org

lo specchio

 

specchio

Ogni mattina mettersi di fronte allo specchio e svolgere i seguenti esercizi:

  • Controllare di non avere caccole al naso;
  • Controllare di non avere caccole agli occhi;
  • Fare una grassa risata e successivamente un grosso starnuto;
  • Fare delle grandi smorfie.

Il tutto deve durare dai 2 ai 3 minuti: ripeterlo ogni mattina, leggere attentamente il foglio illustrativo e somministrare a più persone possibili.

Lo scopettino a claun “Papaponci”

1. Ciao Papaponci, ci racconti chi sei e cosa fai in Vip Padova?

PapaponciSono un ragazzo che a Gennaio del 2005 è diventato papà e ha avuto la fortuna e la costanza di accompagnare ed andare a prendere da subito la figlia: dal nido, alla materna fino ad ora alle elementari.
Per scoprire che ritorni bambino, con le parole, i versetti, le faccine buffe, per prestarti a giocare a nascondino, a “chiapparella”, a mosca cieca e tanti altri giochi, con tua figlia, i suoi compagni e in qualsiasi occasione di vita, vacanza, giro ed altro.
Poi un giorno una voce dentro di te, ti dice:”perché non fare un qualcosa anche per i bambini meno fortunati di noi?”….
Ti guardi intorno, giri, chiedi e come si usa dire, cadi al momento giusto e nel posto giusto: Vip Padova, fa le selezioni per i nuovi volontari e relativo corso base. Faccio domanda, colloquio e ora mi ritrovo qui a scrivere a voi di Claun Papaponci, nato a Febbraio 2009 con il Gruppo Retromarcia.
Ho scoperto i bangs, le bolle, le sculture con i palloncini per poi scoprire la giocoleria e micromagia, niente di che, né professionista e né gran praticante, però ti diverti, con la tua buffaccine ed errori.
In questi anni ho scoperto che “se tu ti diverti, si divertono anche gli altri” e questa filosofia l’ho messa in pratica anche nella vita di tutti i giorni, a tutte le ore, in qualsiasi luogo ed occasione ti trovi, cerco di divertirmi ed essere sempre ottimista con pensiero positivo.
In questi anni di Claun Volontario di Corsia, ho imparato molto e ringrazio tutti i Claun d Vip Italia e Vip Padova, di ieri e di oggi e a tutto quello che ruota intorno al Naso Rosso. Grazie….:)

2. Abbiamo però scoperto che Papaponci non è solo un dolcissimo claun in corsia, ma alla vigilia di Natale fai qualcosa di straordinario … ce ne vuoi parlare (qui se vuoi puoi anche fare la proposta di aiuto magari per l’anno prossimo visto che il tutto uscirà il 20 dicembre)?

Quest’anno come l’anno scorso, andrò al pranzo di Natale, a Mestre a “servire il pranzo ai senza tetto e a chi vive in strada”. Insieme alla Caritas e dei volontari, dentro ad una chiesetta, prepariamo le tavole, accogliamo gli ospiti, serviamo i pasti, sprepariamo e puliamo. Si canta qualche canzone natalizia, di vari paesi, dato che molte persone sono straniere, si chiacchiera e tutto finisce con un’esperienza ed un sapore diverso da quello che viviamo di solito il giorno di Natale. Vivi, senti e vedi solamente una grandissima e semplicissima e naturalissima cosa, che si chiama UMILTA’.

3. Visto che siamo quasi a Natale, vuoi lasciarci un tuo pensierino? Uno di quelli che ci lasci sempre quando qualcuno di noi compie gli anni.

Buon Natale a te, che con il tuo Naso Rosso, fai fare quello che tutti potremmo fare e cioè sorridere.
Buon Natale a te, che fai servizio ed un’uscite, dando allegria e simpatia.
Buon Natale a te, uomo o donna, che dedichi tempo, a chi ne ha bisogno.
Buon Natale a te, che con semplicità ed umiltà, mostri i tuoi punti deboli.
Buon Natale a te, che con timidezza, ti metti in gioco e ti confronti con gli altri.
Buon Natale a te, che truccato e vestito, esprimi gioia e divertimento.
Buon Natale a te, perché chi ti incontra sorride, gli si brillano gli occhi.
Buon Natale a te, che i bimbi urlano dalla gioia nel vederti arrivare.
Buon Natale a te, che gli anziani ritornano bambini al tuo contatto.
Buon Natale a te, che gli assistenti di qualsiasi struttura imparano molto da te.
Buon Natale a te, che con poco o il non fare niente, lasci grandi ricordi ed emozioni.
Buon Natale a te, che Vivi In Positivo.
Buon Natale a te, Claun.

Missione India, e la fiaba della fatina Bakuna

Schermata 2013-11-25 alle 18.38.47Quella che vi andiamo a narrare, è una storia vera, qualcosa che porta tutti noi ad interrogarci sul valore di un sorriso, ma ci fermiamo qui, e che il racconto abbia inizio.

Questa storia, vede come protagonisti 7 fantastici clowns, i loro nomi sono Bolleblu, Carissia, Guazza, Smailix, Sbrodego, Scarabokkio, Soledad. Un bel giorno, appena alzatisi per una colazione clown a base di zucchero filato e caramelle gnammose, qualcuno suonò alla loro porta “pling-plong”, vado io, vado iò disse gridò Sbrodego, il più piccolo di loro. Quando apri la porta, trovò posato a terra un aquilone sul quale era appesa una letterina, Sbrodego non stava nella pelle e stava per aprirla subito, fortuna volle, che alle sue spalle ci fosse Carissia la giudiziosa, che subito lo fermò dicendo: “Sbrodego! che fai? Non vorrai mica leggerla tutto da solo, prendi la letterina e portala dentro, la apriremo con i nostri amici clowns”, Sbrodego sbuffò, ma ubbidì.

Sedutisi con gli altri clown, Carissia aprì la letterina, a quel punto accadde qualcosa di magico, iniziarono ad uscire scimmiette, pappagalli, fiori di ogni tipo, insomma, nel giro di poco tempo, il salotto dei nostri clowns si era trasformato in una jungla Indiana. I clown, erano preparati a tutto, ma una cosa così strana, non era mai accaduta loro e prima che riuscissero a a capire che cosa fosse successo, da dietro una foglia di palma, apparve loro la fatina del bosco. I loro occhi e la loro bocca, rimasero spalancati finché lei disse loro: “Cari amici, ho compiuto un grande viaggio per giungere sin qui da voi, mi chiamo Bakula (significa fiore che giunge da molto lontano), ed oggi sono giunta a voi, perché una grande missione vi aspetta nel luogo in cui io vivo”. Guazza già non stava nella pelle, Sbrodego invece era già corso nella sua cameretta a fare la valigia clauns, fortuna che il saggio Scara si fece coraggio e chiese: “Cara fatina Bakula, grazie per essere giunta sin qui da noi, ti chiedo solo una cosa, perché dobbiamo andare in questa jungla?”. Bakula sorrise e rispose: “In questa jungla, c’è una casetta abitata da 100 bambini, ma non sono semplici bambini, a loro ho donato molti anni or sono, una cosa molto preziosa che si chiama sorriso. Ma da qualche tempo, un folletto dispettoso, ha fatto un sortilegio, ed invocando un forte vento abbattutosi nella loro casetta, ha portato via con se i loro sorrisi.

Io da sola non posso aiutarli, ed allora mi rivolgo a voi claun, in quanto custodi del sorriso di tutti i bambini, per chiedere il vostro aiuto, dovrete andare nella jungla, ed aiutare questi bimbi a ritrovare i loro sorrisi”. Quando Bakuna ebbe finito di parlare, come per magia, tutto ciò che era uscito dalla busta vi ritornò al suo interno, la porta si spalancò e l’aquilone che era rimasto nell’uscio, riprese a volare portando via con se anche quella letterina.

Nella cucina claun, i nostri simpatici amici rimasero increduli di quanto era appena accaduto, ma ci pensò Sbrodego arrivando tutto di corsa dalla sua cameretta con la valigia sotto braccio, a risvegliare i suoi amici. Presto presto, disse loro, partiamo, andiamo, torniamo, prendiamo il mono pattino per andare nella jungla, si si risposero Guazza e Bolleblu, e senza farselo ripetere due volte, i nostri amici claun prepararono la loro valigia simpaticosa. Scarabokkio sapeva che il viaggio era troppo lungo per usare i loro monopattini, ed allora preparò la sua ricetta segreta per fare le bolle giganti volanti, Smailix invece pensò a preparare le caramelle gommose per il lungo viaggio che li attendeva. Quando tutti furono pronti, Scarabokkio gonfiò le sue bolle magiche, uno ad uno, i nostri amici claun entrarono in ognuna di esse, ed eccoli sollevarsi nel cielo blu, “bimbi stiamo arrivando esclamò Carissia” ed il viaggio ebbe inizio.

I nostri amici clauns, svolazzarono per giorni fra le nuvole, finché un bel mattino di sole, arrivarono finalmente nella lontana India, il paesaggio attorno a loro, era proprio come quello uscito dalla letterina della fatina Bakuna, si guardarono attorno, finché una scimmietta non scese dall’albero per posarsi proprio sulla testa di Smailix, allora Carissia le si avvicinò e disse: “Ciao scimmietta, ci sapresti dire dove possiamo trovare il folletto dispettoso?”, al solo pronunciare quel nome, la scimmietta si infilò dentro alla giacca di Smailix che inizio a ridere a crepa pelle dal solletico, allora la scimmietta uscì e disse: “Ma tu stai ridendo, come hai fatto?”, noi siamo clown le disse Guazza, ovunque andiamo, portiamo il sorriso. Ma allora Bakuna aveva ragione, i clown che portano il sorriso esistono per davvero, certo aggiunse Soledad, è stata proprio Bakuna a chiamarci. Certo, certo disse la scimmietta, ora capisco, presto presto, dobbiamo fare in fretta, seguitemi, vi porterò io nella casa del folletto dispettoso, ma fate attenzione, è un tipetto furbo quello lì.

I nostri amici clown camminarono tutto il giorno nella jungla, incontrarono strani fiori giganti, ruscelli e uccellini di tutti i colori, finché arrivarono davanti ad un grande albero, era davvero grande, più grande di Sbrodego, e alla base c’era una porta con scritto: “Vietato sorridere!”. Accipicchia disse Soledad, mi sa proprio che questa è la casa del folletto dispettoso. I claun allora aprirono le loro valige valigiose, Sbrodego estrasse una strana cinepresa, Smailix indossò i suoi occhiali lancia sorrisi, Soledad e Bolleblu, prepararono le loro bolle di sapone, Scarabokkio e Guazza invece erano pronti con le loro magie, bene esclamò Carissia impugnando il suo scopettino, andiamo ad incontrare questo folletto dispettoso. I sette entrarono all’interno dell’albero, tutto l’arredamento era di tante tonalità di grigio, nemmeno un colore. Avanzarono lentamente fino a quando non arrivarono ad una stanza in cui c’era un grande sacco con seduto sopra un bimbo tutto imbronciato.

Buongiorno esclamo Carissia, ma lui ricambiò il saluto con una linguaccia, credo proprio che il folletto sia questo qui, disse Sbrodego ed avvicinandosi a lui, chiese gentilmente se poteva fare qualche ripresa con la sua cinepresa clown, il folletto non voleva prestare loro attenzione, ma piano piano, dalle loro valige iniziarono ad uscire tanti oggetti dai mille colori, nel frattempo Bolleblu e Soledad iniziarono a fare un sacco di bolle colorate, Scarabokkio e Guazza invece, con le loro magie fecero apparire fiorellini colorati, palloncini e caramelle gnammose, finché il nostro amico folletto alzò il suo sguardo ed incrociati gli occhiali lancia sorrisi di Smailix, non poté resistere e nel suo volto comparve come un raggio di sole un bellissimo sorriso. Carissia allora gli si avvicinò con discrezione e chiese lui: “Ma che bel sorriso, adesso mi devi spiegare perché te ne stai qui tutto solo ed in più hai portato via anche i sorrisi ai 100 bimbi della jungla”, il bimbo allora rispose: “Quei bimbi non mi vogliono, non giocano mai con me, e allora un giorno mentre dormivano, ho chiesto al mio amico vento di portare via loro tutti i sorrisi, poi li omessi su questo sacco grosso grosso e mi sono nascosto nel grande albero”. I nostri amici claun allora capirono subito cosa ci voleva, si avvicinarono al bimbo folletto, e senza proferire parola, gli donarono tutti insieme un grande abbraccio. La stanza si illuminò e prese tutti i colori dell’arcobaleno ed il bimbo capì che ora aveva degli amici, e che se lui avesse donato questo abbraccio ad altri, anche i 100 bimbi sarebbero diventati suoi amici.

Usciti dall’albero con il grosso sacco, guidati dalla scimmietta in testa alla sua nuova amica Smailix, Bolleblu,, Guazza, Carissia, Sbrodego, Scarabokkio, Soledad ed il bimbo folletto, si misero in cammino per andare alla casa dei 100 bimbi. Una volta arrivati da loro, i 100 bimbi si avvicinarono incuriositi alla vista di questi clown, il bimbo folletto allora aprì il grosso sacco e tutti i sorrisi uscirono uno alla volta, a quel punto, come per magia, nel volto di tutti i bimbi ritornò il sorriso, ed anche il bimbo folletto sorrise e corse subito verso di loro per abbracciarli tutti uno ad uno.

Anche questa volta, la magia dei nostri clown aveva funzionato riportando il sorriso nella casa dei 100 bimbi, che ora si chiama la casa del sorriso, e tutti i bimbi che vi abitano, non fanno che sorridere sempre. Come ringraziamento, per aver restituito loro il sorriso, i bimbi costruirono tanti aquiloni grazie ai quali i nostri amici claun poterono svolazzare nel cielo per tornare nella loro casetta e raccontare a tutti noi questa bellissima storia.

Ricordate bimbi, quando pensate di aver perso il sorriso, non dovrete fare altro che attendere l’arrivo dei vostri amici clown, tutto diventerà di mille colori e con le loro valige valigiose, regaleranno anche a voi un nuovo sorriso.

Questa è una storia vera, non ci credete, beh, guardate le nostre fotografie….

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Un nuovo cammino

Schermata 2013-11-24 alle 23.34.43Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo … e niente e nessuno al mondo potrà fermare fermare quest’onda che va … che viene e che va … larallà larallà … E allora?!? Che ne pensate di questo spazio? Vi piace? Come di consueto … se avete ispirazioni, dubbi, perplessità, emozioni riempite la posta di vip: vippadova@vippadova.org … e per questa settimana…:

 

 

 

Iniziare un nuovo cammino ci spaventa,
ma dopo ogni passo
ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso
rimanere fermi.
– Roberto Benigni

 

Il gomitolo

Schermata 2013-11-24 alle 22.52.17Questo esercizio che vi andiamo a spiegare, ha lo scopo di aiutarsi a conoscersi meglio.

I materiali sono molto semplici, vi basterà un gomitoloso gomitolo di lana ed un gruppo di persone  messe in cerchio.

Inizierà il claun che tiene in mano il gomitolo, questi dovrà lanciarlo verso uno qualsiasi degli altri claun in cerchio, chi lo riceverà, dovrà dire ad alta voce il proprio nome claun e l’età……poi, a sua volta, rilancerà il gomitolo, tenendo con sé una parte del filo di lana, ad un altro claun, e così via, fino a quando tutti avranno una parte del filo di lana formando una grande ragnatela sinonimo di gruppo.

Lo scopettino a claun “Zigulina”

Novembre porta con se i colori dell’autunno, le castagne ed una piccola claun dal nome Zigulina, per gli amici “Zigu”.

Ci racconteresti chi è Zigulina?Schermata 2013-11-24 alle 23.07.22

Zigulina…allora, Zigulina è un piccolo claun..piccolo nel senso che è proprio piccola, dico…per vederla ci vuole la lente di ingrandimento! Ihihihi Zigulina è nata nel 2009, e da allora diverse cose sono cambiate in lei, è cresciuta (ma è sempre piccola!), e ha avuto l’opportunità di lavorare per l’associazione in vari modi! Non ultimo il ruolo che, da quasi un anno, riveste di trainer! Chi è il trainer??? Beh… è un treno..si nell’associazione siamo 6 treni! Ben sei treni che “allenano” gli altri claunini. Mi spiego meglio, due volte al mese tutti i claun di Vip Padova si incontrano, si riuniscono per “allenare” il proprio claun, si gioca, si riflette, si discute sulle difficoltà che si possono trovare in servizio. Utilizzo il termine “allenare” e lo metto tra virgolette, perchè sembra strano in questo contesto pensare a claun che si allena (mica si metteranno a fare pesi, corse e staffette!) Ma come i giocatori di calcio si allenano, così i clown lavorano continuamente su sé stessi. Essere trainer non sempre è facile, immagina a farti ascoltare da 50 claun scatenati che vogliono parlare , giocare e ridere tra loro! Però ti fa vivere l’associazione da un altro punto di vista, vedi il gruppo nell’insieme, ti metti in gioco..e giochi con loro!
A beh..si, prima che si offende, vi devo parlare ancora di qualcuno..molto vicino a Zigulina.. il suo elefantino rosa! Perchè dovete sapere che Zigulina ha un elefantino che l’accompagna dove vuole lei.. e ,sopratutto in servizio, la aiuta in momenti più difficili per inventarsi una nuova gag o per uscire silenziosamente dalla stanza. (Ecco ti ho presentato, ora stai buono! ;P)

Che cosa rappresenta per te VIP Padova?
Vip Padova per me è stata dall’inizio, ed è tuttora, occasione di crescita e di gioco, un modo per staccare dalle difficoltà quotidiane. L’idea di fare clownterapia mi ha sempre affascinata, l’idea di avvicinarsi alle persone giocando, e così ho iniziato la mia ricerca fino a trovare Vip Padova. Ho deciso di fare il corso, ed eccomi qua! Fin dal corso base capisci cosa è Vip, cosa ti può dare, ma soprattutto cosa tu puoi dare a Vip. Vip Padova è soltanto una delle (più di 50!!!) associazioni Vip che sono presenti in Italia, ti senti parte di un gruppo che condivide gli stessi valori, tra i quali “Uniti per crescere insieme”, Vip è, come ho anticipato, motivo di crescita. Ti mette di fronte ai tuoi limiti, alle difficoltà, ma ti mostra anche come lo spirito di un bambino (lo spirito claun) ti porta a godere delle piccole cose, ti vivi ogni abbraccio e sorriso, e capisci che nascondono tanta energia…positiva! Vip Padova è ormai un appuntamento fisso, sai che il mercoledì è claun, e che almeno due volte al mese farai servizio, ormai è entrata nella mia routine quotidiana, ma non come tutti gli altri impegni, ma colorandola! Posadas, siamo troppo curiosi, cosa ti ha condotta li e che cosa hai portato con te? Posadas è una città dell’Argentina che mi ha ospitata per 5 mesi. Sono partita con la voglia di conoscere la realtà dell’ America Latina. Una realtà non sempre facile, che però puoi incontrare anche vicino casa. Sono partita con un’associazione di volontariato, e ho lavorato con ragazze- madri, con i bambini del doposcuola che hanno non pochi problemi in famiglia, con i nonnini di una casa di riposo. E quello che più mi ha aiutato a stare lì, era pensare a Zigulina, a come avrebbe affrontato determinate situazioni. Così, grazie soprattutto all’esperienza di trainer, ho potuto organizzare diverse attività, giochi di fiducia e di confronto. Ed è stato bellissimo vedere come giochi che fanno i tuoi fratellini claun nella sala di Padova, riescano bene anche con ragazze- madri in Argentina! Non sempre era facile adattarli al contesto, ma sicuramente hanno lasciato il loro segno. E poi…tutti lì sapevano chi fosse Zigulina!

Zigu è nello Staff Trainer, è cambiato qualcosa con l’ingresso di due Panzerotti?
Si, certo! Che domanda! Sono energia nuova, fresca! E soprattutto, secondo me, è un buon modo per far sentire coinvolti anche i Panzerotti! Vedere nello staff trainer non solo claun più “vecchi” di loro, ma anche fratellini con cui hanno condiviso il corso base e l’inizio di questo percorso, lì fa sentire “integrati”, o almeno spero! E poi Bubolina e Obelix , secondo me, hanno avuto un bel coraggio a scegliere di far parte dello staff trainer essendo “nati da poco”, richiede comunque tempo, ma soprattutto la crescita del tuo claun avviene in maniera “trasversale”, passatemi il termine. Perchè spesso non partecipi attivamente ai giochi, li devi gestire, li crei tu. Ma questo ti consente di giocare con la fantasia, di confrontarti con gli altri membri dello staff, di pensare a cosa sarebbe meglio per il gruppo. Abbiamo da poco iniziato a lavorare insieme, ma sono sicura con il tempo si noterà un cambiamento.

Ps. Per chi non sapesse..”claun” non è un errore, è il nostro modo di chiamare i clown! Noi siamo Claun! :)

E dopo ADMO 2013?

coccola1BUONGIORNO CLAUNINI PADOVANI….
Oggi arriva una bellissima notizia, di importanti risultati….

La giornata di collaborazione VIP & ADMO di Sabato 28 Settembre scorso, si è concretizzata in circa…
4600 nuovi iscritti al registro dei donatori di midollo osseo
1300 promesse di tipizzazione
Un importantissimo risultato che da speranza e soddisfazione!!

 

VIP PADOVA HA CONTRIBUITO A QUESTO RISULTATO CON LA BELLEZZA DI…
61 appuntamenti fissati e 91 promesse di tipizzazione = un totale di 152 potenziali donatori

I RISULTATI DELLA COLLABORAZIONE VIP ADMO NEGLI ANNI E’ STRAORDINARIA…
2011: 3000 nuovi iscritti
2012: altri 4000 nuovi iscritti
2013: se tutte le promesse andassero a buon fine sarà superata la soglia di ulteriori 5500 nuovi iscritti…

CHE DIRE…. UNITI PER CRESCERE INSIEME!

Un grazie speciale allo Staff Eventi e a Cuoricina (referente Admo-Vip)
E se siete curiosi… spidocchiate il sito ufficiale http://www.ehituhaimidollo.org/

Un abbraccio grande
Il Vostro Direttivo

La cruccia

crucciaL’esercizio di questa settimana è “la cruccia”.

Scopo dell’esercizio, allenare la nostra capacità di improvvisazione, dimentichiamoci quindi la funzione reale dell’oggetto che vi abbiamo indicato, e rendiamolo qualcosa di straordinario come solo un claun sa fare, siete pronti? Bene si parte…


1. Afferrate la cruccia

2. Chiudete gli occhi
3. Ora diteci, che cosa avete in mano?